Alcuni scatti da una delle mie prime missioni solitarie di volontariato internazionale


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Mostar - Ponte bombardato sulla Neretva
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Aprile 1993 - Verso Sarajevo



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Prima Missione umanitaria in Kosovo con Vittorio Sgarbi - Pasqua 1999

Da tempo Vittorio Sgarbi denunciava la situazione in Kosovo durante la sua trasmissione " Sgarbi Quotidiani " in onda su Canale5 e mentre l'opinione pubblica mondiale si rendeva conto con orrore del genocidio che Slobodan Milosevic - il macellaio dei balcani - stava perpetrando tramite la criminale pulizia etnica in Kosovo, lui iniziava a prendere contatti con enti ed organizzazioni governative e non, al fine di poter dare un contributo concreto alla disastrosa situazione dei profughi che si era venuta a creare in Albania: poveri cristi scampati a massacri, stupri e violenze . arrivavano al confine di Morini - che delimita la linea di separazione tra Kosovo ed Albania, stremati e disperati, senza punti di riferimento.

Il mondo intero stava allestendo una gigantesca macchina di soccorso e c'era bisogno di tutto: logistica, assistenza tecnica ed umanitaria, generi di prima necessità, strutture mobili, ospedali da campo e tant'altro. Ma c'era anche bisogno di reporter e giornalisti che raccontassero e documentassero quello che stava accadendo. La nostra protezione civile aveva varato la Missione Arcobaleno e Vittorio aveva lanciato un tam tam per dare una mano.

Lo contattai offrendo disponibilità e dopo aver raccolto un discreto quantitativo di materiale, lo portai a Roma nel magazzino di stoccaggio che aveva messo a disposizione per raccogliere e successivamente inviare per nave a Durazzo - Albania - tutto quello che arrivava dall'Italia intera.
Sgarbi aveva deciso di recarsi in quei luoghi per capire meglio la situazione e conseguentemente dare un più incisivo contributo come parlamentare.
Il giorno dopo il mio arrivo a Roma sarebbe partito. Inaspettatamente mi portò con se e iniziò la mia avventura di giornalista reporter in zone di guerra. Non avrei mai immaginato che poi ci sarei tornato altre volte ed avrei scritto un libro che raccontava la cronaca di quelle missioni internazionali di pace, ove la solidarietà era più forte dell'odio e le mani che curavano si opponevano a quelle che uccidevano e torturavano .
Abele veniva in soccorso delle vittime di Caino .

Prima Missione umanitaria in Kosovo con Vittorio Sgarbi - Pasqua 1999

Ponte confine tra Kosovo e Albania

Ponte confine tra Kosovo e Albania

Con Sgarbi ed i profughi

Con Sgarbi ed i profughi ...

Passaggio dei profughi in Albania

Passaggio dei profughi dal Kosovo in Albania...

Sgarbi e i profughi

Sgarbi e i profughi

Appena atterrati a Tirana Sgarbi aveva voluto fare la Pasqua coi profughi

Appena atterrati a Tirana provenienti dalla giornata campale di Kukes, Pasqua '99 ... Sgarbi aveva voluto fare la Pasqua coi profughi

sull'elicottero del nostro esercito da Kukes a Tirana

Sull'elicottero da Kukes a Tirana

sull'elicottero del nostro esercito da Kukes a Tirana

In missione sull'elicottero da Kukes a Tirana

 Profughi al confine di Morini

Profughi al confine di Morini

 al deposito di stoccaggio di Roma

al deposito di stoccaggio di Roma

All'imbarco sul Lear Jet a Ciampino


All'imbarco a Ciampino

partenza da Casalromano con l'auto colma di aiuti di prima necessità e generi alimentari


Partenza da Casalromano con l'auto colma di aiuti di prima necessità e generi alimentari

Con l'On. Jozefina Topalli vice presidente del parlamento albanese a Kukes


Con l'On Jozefina Topalli vice presidente del parlamento albanese a Kukes

  strada verso Kukes

Strada verso Kukes

Sul Lear Jet carico di medicinali da Roma verso Tirana l'aereo era strapieno e non sapevamo dove mettere gli scatoloni

Sul Lear Jet carico di medicinali da Roma verso Tirana ...l'aereo era strapieno e non sapevamo dove mettere gli scatoloni ...

 mentre registro la testimonianza di un ragazzo appena arrivato dal Kosovo cui le milizie serbe avevano ucciso i genitori

Mentre registro la testimonianza di un ragazzo appena arrivato dal Kosovo cui le milizie serbe avevano ucciso i genitori

Testimone

Testimone

Con Vittorio e Sabrina Colle sul Lear Jet verso Tirana

Con Vittorio e Sabrina Colle sul Lear Jet verso Tirana

 con il Presidente del Consiglio albanese Maico alla conferenza stampa a Tirana subito dopo il nostro arrivo la vigilia di Pasqua

Con il Presidente del Consiglio Maico alla conferenza stampa a Tirana subito dopo il nostro arrivo la vigilia di Pasqua

Profughi al confine di Morini


Profughi al confine di Morini

Con Sgarbi in Kosovo

Con Sgarbi in Kosovo

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Seconda missione in Kosovo-Albania col pulmino di Casalromano- Primavera 1999


Appena tornato da Tirana, mi diedi subito da fare per organizzare una seconda missione: non dormivo la notte e non riuscivo a darmi pace né a dimenticare l'orrore che avevo visto .dovevo tornare ad aiutare quella povera gente . quei miei fratelli più sfortunati che erano ammassati nel girone infernale dantesco di Kukes, come veniva chiamato ma io lo ribattezzai girone della misericordia infatti se solo 10 persone su 100 riuscivano ad imboccare la lunga,tortuosa e sofferta via per Tirana, almeno altrettante 1000 persone si davano da fare per risolvere quell'intrigo di burocrazia e disperazione.

Arrivavano con ogni mezzo a Kukes dal confine di Morini che distava circa un centinaio di chilometri; ma poi arrivare a Tirana era una impresa disperata perché la distanza in linea d'aria era di circa 400 km ma se ne dovevano percorrere ben di più perché la strada era disastrata e si snodava tra montagne e gole scoscese, senza segnaletica e irta di insidie,la prima delle quali la spietata e crudele mafia albanese.
Tutti i giorni da Kukes partivano carovane organizzate, taxi, pullman, pulmini e trattori auto private eccetera ma i privati volevano l'enormità di 500 marchi per il tragitto ed erano pochissimi quelli che li avevano, dato che le luride milizie serbe li avevano già saccheggiati di tutto . quindi quelli che non trovavano posto su mezzi militari o delle varie o. n .g. ( organizzazioni non governative di volontariato ) erano costretti a sopravvivere in un area di sosta in cui le condizioni igieniche erano terrificanti e il cibo era una chimera. Inutile dire che i bambini erano quelli che ne soffrivano più di tutti . ne morivano tutti i giorni, disidratati, affamati e stremati dalle malattie. Il primo campo attrezzato fu allestito dall'Italia ed altri ne stavano sorgendo; la Caritas come sempre era stata la prima ad essere operativa ma non bastava,i profughi aumentavano di giorno in giorno .

Così convinsi il sindaco di Casalromano, un piccolo comune del mantovano ove abitavo, a concedermi l'uso del pulmino 9 posti che solitamente era adibito al trasporto anziani e grazie ai contatti che avevo allacciato nella precedente missione con Vittorio, riuscii ad ottenere il visto governativo ed il supporto logistico tecnico e militare per l'imbarco a Bari per Durazzo e far base a Tirana presso la nostra ambasciata.

Non fu semplice ma dopo un mese circa partii e sbarcai a Durazzo accodandomi ad un convoglio della Croce Rossa e finalmente la notte stessa parcheggiai il furgone carico di generi di prima necessità nel cortile dell' ambasciata italiana della capitale albanese.
Il giorno dopo pianificai con le autorità locali e militari i miei tragitti e mi assegnarono una scorta ed il giorno seguente iniziai il mio servizio di trasporto profughi e rifugiati di guerra. Un andata e ritorno comportava due giorni ed altrettanti me ne servivano per ritornare ma ne valse la pena. Memorabile fu il primo tragitto in cui la scorta mi dovette abbandonare a 300 km da Kukes in quanto aveva la macchina ko e andai fino a Kukes a naso ricordando la strada che avevo fatto un mese prima.fui parecchio fortunato e chissà le fatiche del mio Angelo Custode. Comunque arrivai che c'era già buio e distribuii cibo e materiale igienico sanitario aiutato e scortato da un funzionario della prefettura e poi il mattino dopo caricai un intero nucleo famigliare che riuniva tre generazioni: nonni, figli e nipoti .. 15 anime da custodire e trasportare in salvo .. .disperati ed increduli che dall'Italia fosse arrivato uno sconosciuto da solo che li avrebbe portati a Tirana . e gratis per giunta.

Il funzionario della prefettura faticò non poco a convincerli a salire e solo dopo che ebbero visto l'auto di scorta della polizia si rasserenarono. Quel viaggio fu travagliatissimo ma infine a notte fonda giungemmo a Tirana. Durante il tragitto mi ero dovuto fermare più volte perché sia i nonni che i neonati ebbero parecchi conati di vomito e gli ultimi 100 km la scorta ci dovette lasciare perché avevano un'altra volta l'auto ko.

A Tirana il momento del commiato fu toccante,mi abbracciarono uno ad uno con i lacrimoni agli occhi. trovammo un traduttore dato che non parlavano né inglese,francese o spagnolo né tanto meno italiano e mi confidarono tra imbarazzi e risatine che solo a quel punto avevano realizzato che non fossi né pazzo e nemmeno un approfittatore. temevano che avessi preteso rapporti sessuali con le loro donne .. quando poi mi videro togliermi le scarpe adidas nuove per lasciargliele in regalo assieme a tutto quello che mi era rimasto in tasca allora capirono. Mi chiesero cosa avrebbero mai potuto fare in cambio. risposi che dovevano ringraziare la Madonna che aveva mandato qualcuno a salvarli da quell'inferno.. Loro musulmani soccorsi da un cristiano cattolico . è proprio vero che le Vie del Signore sono infinite .

Seconda missione in Kosovo-Albania col pulmino di Casalromano- Primavera 1999

 il Campo Base 2 allestito dalla Missione Arcobaleno

Il Campo Base 2 allestito dalla Missione Arcobaleno

In zona di guerra gesto di pace

In zona di guerra gesto di pace col capo della scorta armata a me affidata

Profughi messi in salvo col pulmino di Casalromano

Profughi messi in salvo col pulmino di Casalromano

Con il sindaco di Kukes - Albania Shefqet Brucka

Con il sindaco di Kukes - Albania Shefqet Brucka

Missione Arcobaleno

Il campo Base 2 della missione arcobaleno

Da Kukes a Tirana


Da Kukes a Tirana

Kosovari

Profughi trasportati da Kukes a Tirana



Profughi trasportati da Kukes a Tirana

Il Campo Base 2 a Kukes

Profugo a Durazzo

Piazzale di fronte alla Prefettura di Kukes, centro di raccolta e smistamento dei profughi arrivati dal Kosovo attraverso il confine di Morini


Nel piazzale di fronte centro di raccolta e smistamento dei profughi arrivati dal Kosovo attraverso il confine di Morini

gruppo dei 15 profughi tratti in salvo, all'arrivo al centro di raccolta a Tirana

gruppo dei 15 profughi tratti in salvo, all'arrivo al centro di raccolta a Tirana

Con la scorta durante una sosta idraulica da Kukes a Tirana prima che gli si rompesse la macchina

Con la scorta durante una sosta ... idraulica da Kukes a Tirana prima che gli si rompesse la macchina

Il campo base a Kukes

Il Campo Base 2 a Kukes

 La piccola Arta dorme esausta mentre la sua mamma la prende per caricarla sul pulmino del Comune di Casalromano, verso la salvezza di Tirana

La piccola Arta dorme esausta mentre la sua mamma la prende per caricarla sul pulmino del Comune di Casalromano, verso la salvezza di Tirana



Profughi sulla sconnessa strada da Kukes a Tirana

 

on la scorta davanti alla prefettura di Kukes

Con la scorta davanti alla Prefettura di Kukes

 

 Kukes piazzale della Prefettura, distribuzione del pane da parte della Caritas

Kukes piazzale della Prefettura, distribuzione del pane da parte della Caritas



Carro di profughi sulla sconnessa strada da Kukes a Tirana

Profughi sulla sconnessa strada da Kukes a Tirana

Profughi sulla sconnessa strada da Kukes a Tirana

 

profughi sulla sconnessa strada  da Kukes a Tirana

Profughi sul carro per la strada da Kukes a Tirana

 

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Terza missione in Kosovo-Albania: Visita di Stato col Presidente Emerito Francesco Cossiga e Vittorio Sgarbi -Aprile 2004

Alcuni anni dopo mentre stavo ultimando la stesura del libro Con Sgarbi nei Balcani, durante uno dei nostri colloqui telefonici volti ad ultimare i dettagli della stesura definitiva del libro, Vittorio mi invitò a tornare in Kosovo con il Presidente Emerito Francesco Cossiga, suo grande amico e sodale, per una Visita di Stato che sarebbe servita per verificare la situazione dei monasteri di Pristina e Pec che erano presidiati dalle nostre forze armate in missione di pace affinché non venissero saccheggiati dai musulmani albanesi, ostili ai simboli della cristianità . Vittorio infatti si era sempre dato da fare ai massimi livelli per preservare gli affreschi e le importanti opere d'arte ivi conservate.

La missione sarebbe servita anche a dare un segnale di fiducia ai nostri militari ed ai governi albanese e kosovaro . la situazione era rimasta - e lo è tutt'ora - critica ed episodi di intolleranza fra le varie enclavi, erano purtroppo molto frequenti, con conseguenze drammatiche per la popolazione e per gli equilibri politici e militari dello scacchiere dei Balcani, da sempre fulcro di instabilità e potenziale polveriera nel cuore dell'Europa.
Fu una esperienza importante e diversa dalle precedenti.andammo con l'aereo del Quirinale scortati di tutto punto e la nostra permanenza fu salutata da entusiasmo e consenso.

C'erano altri giornalisti e fu per me occasione di arricchimento ed ulteriore bagaglio di esperienza. Il Presidente Cossiga si rivelò cordiale e disponibile, tanto da concedermi un suo scritto da inserire come conclusione al libro che stavo ultimando. Inoltre ebbi modo di ammirare splendidi affreschi e quadri di grande valore e testimonianza artistica di elevato livello. I monaci furono particolarmente felici di rivedere Vittorio, da essi considerato un vero benefattore e . quasi un santo protettore . alcune foto testimoniano qualche fase saliente di quella terza missione umanitaria di Peace Keeping.

L'aver ascoltato la gente di quei luoghi ed i nostri militari, mi ha rinforzato nella convinzione che vale la pena finanziare e sostenere missioni umanitarie di pace in zone devastate dalla guerra, affinché non siano i kalasnikov ad aver ragione sulle coscienze.

Terza missione in Kosovo-Albania: Visita di Stato col Presidente Emerito Francesco Cossiga e Vittorio Sgarbi -Aprile 2004

Col Presidente Emerito Francesco Cossiga ..tra Kosovo e Albania

Col Presidente Emerito Francesco Cossiga ..tra Kosovo e Albania

Con Vittorio Sgarbi ed il Presidente Emerito Francesco Cossiga tra i profughi

Con Vittorio Sgarbi ed il Presidente Emerito Francesco Cossiga tra i profughi

Col Presidente Emerito Francesco Cossiga in visita a Kosovo

Col Presidente Emerito Francesco Cossiga in visita a Kosovo

Pristina-Kosovo

Pristina-Kosovo

L'aereo di Stato col quale siamo andati in missione in Kosovo

L'aereo di Stato col quale siamo andati in missione in Kosovo

 

Alcuni articoli di giornale sulle missioni umanitarie
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Articolo ...

Torna Moschini da Durazzo assieme a 15 profughi - articolo apparso su La Voce di Mantova del 20-4-1999


Da Mantova a Kukes col furgoncino di Casalromano per salvare 15 profughi

Da Mantova a Kukes per salvare 15 profughi - a rticolo apparso su Il Secolo XIX del 20-4-1999


Articolo apparso sul Giornale di Brescia

Articolo apparso sul Giornale di Brescia del 20 aprile 1999


Sgarbi loda Moschini

Durante la trasmissione su Canale 5 Vittorio Sgarbi loda Moschini per la missione di soccorso in Albania.


Viaggio in aiuto ai profughi del Kosovo

Secondo viaggio in aiuto dei profughi in Kosovo


Ringraziamenti dall'Albania

Ringraziamenti dall'Albania


Kukes ringrazia...

Tutta Kukes ringrazia Casalromano - articolo sulla Voce di Mantova del 23-4-1999


Presentazione a Roma del libro- cronaca di missioni umanitarie -Con Sgarbi nei Balcani-

Moschini narra Sgarbi nei Balcani a Roma


I ringraziamenti di Jozefina Coba Topalli, vicepresidente del Parlamento albanese

I ringraziamenti di Jozefina Coba Topalli, vicepresidente del Parlamento albanese


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