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10.1.07

Solidarietà On. Daniela Santanchè minacciata di morte ancora una volta

Cara Daniela,

per la seconda volta nel giro di pochi mesi ti esprimo solidarietà per le minacce di morte che hai ricevuto; appena ieri una lettera da Londra di gente che odia la libertà di opinione e di parola, ti è giunta alla Camera dei Deputati e si è riaperta la ferita dell’ intolleranza integralista islamica contro la liberazione della donna che ti vede schierata in trincea da tanto tempo;da quando poi hai pubblicato il libro La Donna Negata che consiglio caldamente , si è acuito l’odio scatenato contro la tua persona. Pubblico di seguito una tua intervista rilasciata al TGcom e la mia precedente lettera di solidarietà,pubblicata sulla Voce di MN il 24 Ottobre 2006 in occasione dell’aggressione verbale in diretta tv che hai subito dall’imam di Segrate. Coraggio Daniela, ti siamo vicini e puoi contare sul nostro sostegno.Anche stavolta questa mia lettera di solidarietà sarà pubblicata sulla Voce di MN e forse anche su altri quotidiani.

Paolo Moschini


Intervista TGcom

"Difendo le donne musulmane"
Santanché: una lettera non mi ferma
"Questa è l'ora della mia liberazione. E poi, "è giunta la tua ora"'. Questo il messaggio minatorio inviato a
Daniela Santanchè per la sua battaglia anti-velo. La lettera accompagnata da tre fotografie, una del regista ammazzato Theo Van Gogh, un'altra della deputata olandese Hirsi Ali costretta a vivere in clandestinità e una terza di una donna completamente velata, non lascia spazio ad equivoci.
Nel mirino c'è il libro della parlamentare di An "La donna negata, dall'infibulazione alla liberazione", e la sua battaglia per i diritti delle donne musulmane. Ma la Santanchè non si lascia intimidire: "Non intendo abbassare il capo – spiega – non basta una lettera per farmi cambiare idea".
Onorevole, che ne pensa di queste minacce?
"L'ho presa con preoccupazione, ma non intendo abbassare il capo. Non basta una lettera per farmi cambiare idea".
Intanto
, la sua presa di posizione contro il velo sta provocando reazioni spiacevoli. Se potesse tornare indietro direbbe le stesse cose?
"Assolutamente si. Tra l'altro sostenere che il velo non è un simbolo religioso non è una mia invenzione, ma fa parte delle interpretazioni moderate che studiano il Corano".
Quindi?
"Quindi continuo a difendere i diritti delle donne musulmane, non faccio il loro gioco e vado avanti per la mia strada".
Dopo le accuse ricevute dall'imam Alì Abu Shwaima vive sotto scorta da qualche mese. Come si sente?
"Sono serena, vado avanti. Mi sento protetta dalle istituzioni e dalle forze dell'ordine e non intendo fermarmi".

Manuela D'Argenio

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3 Commenti:

Alle 10 gennaio 2007 17.30 , Anonymous Annamaria ha detto...
Alle 10 gennaio 2007 23.01 , Anonymous Flo87 ha detto...
Alle 14 gennaio 2007 14.51 , Anonymous Anonimo Veneziano ha detto...

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